Incentivi al fotovoltaico per aziende: guida ai contributi 2025

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Incentivi al fotovoltaico per aziende: guida ai contributi 2025

Nel 2025 investire in un impianto fotovoltaico rappresenta una scelta intelligente per le aziende, perché riduce i costi, assicura forniture energetiche in sicurezza e contribuisce alla sostenibilità ambientale, riducendo le emissioni inquinanti di CO2.

Questo efficientamento energetico permette all’impresa di coprire autonomamente almeno il 60% del proprio fabbisogno energetico, riuscendo così a rendersi indipendente dal sistema di distribuzione energetica nazionale.

In Italia negli ultimi anni si è osservata una crescita significativa di impianti, registrando al 31 ottobre 2024 un numero di installazioni pari a 1.843.830, dati GAUDI di Terna che vanno a confermare la centralità di questa tecnologia per la transizione energetica.

Anche nel 2025, l’energia solare continua a rappresentare una delle soluzioni più efficaci per le aziende che vogliono ridurre i costi operativi, perché grazie all’evoluzione delle politiche europee e nazionali, possono beneficiare di diverse agevolazioni fiscali.

In questo articolo esploreremo gli incentivi principali e come le aziende possono approfittarne, per promuovere una transizione verso un futuro più verde e rendere la propria realtà competitiva e sostenibile.

Recupero spese con il credito d’imposta

Nel 2025, il credito d’imposta rimane uno degli strumenti più rilevanti per le aziende italiane, per recuperare una parte significativa delle spese sostenute per l’installazione di impianti fotovoltaici. Questo incentivo si inserisce all’interno del nuovo Piano Transizione 5.0, una strategia che fa leva sull’abbattimento dei costi iniziali di investimento, per orientare sempre più le imprese verso la sostenibilità, la transizione ecologica e lo sviluppo green.

L’agevolazione è disponibile fino al 31 dicembre 2025 e accessibile a tutte le imprese residenti nel territorio italiano, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. L’unico requisito è l’adempimento di tutte le regole in tema di sicurezza sul luogo di lavoro, che dovrebbe comunque essere rispettato costantemente, a prescindere dall’effettuazione dell’investimento.

Più l’azienda si efficienterà, riducendo le proprie emissioni, maggiore sarà il credito d’imposta, per cui l’aliquota può arrivare fino al 45% delle spese, previa garanzia di un risparmio energetico di almeno il 15%.

La novità rispetto alla Transizione 4.0 risiede nel nuovo iter procedurale per accedere al beneficio, per cui tutta la documentazione necessaria dovrà essere inviata in via telematica al Gse (Gestore dei servizi energetici) e non più al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La grande opportunità del Superbonus

Principalmente utilizzato per ristrutturazioni edilizie, dal 2021 il Superbonus si è esteso anche a interventi di miglioramento energetico, compresa l’installazione di impianti fotovoltaici. È fondamentale rimanere aggiornati perché nel corso del 2025 potrebbero esserci modifiche normative, ma possiamo affermare che rappresenti ancora una grande opportunità per le aziende di ridurre i costi energetici, migliorando la sostenibilità.

Il Bonus permette infatti di ottenere una detrazione fiscale fino al 50% delle spese sostenute, coprendo quindi una parte significativa dei costi iniziali. Valido fino al 31 dicembre 2025, l’incentivo è destinato a tutte le imprese, purché rispettino specifici requisiti di partita IVA registrata, di fatturato e di conformità energetica, nonché la finalizzazione dell’installazione a un miglioramento della sostenibilità energetica e riduzione delle emissioni di CO2.

Il bonus può essere applicato tramite la detrazione fiscale classica sull’IRPEF, uno sconto in fattura oppure la cessione del credito a banche, istituti finanziari o altre imprese. Il bonus fotovoltaico può essere combinato con altri bonus edilizi, come il Bonus Facciate e il Bonus Sismico, accrescendo ulteriormente le opportunità di risparmio per le aziende che scelgono di intraprendere un progetto di ristrutturazione sostenibile.

Finanziamenti agevolati grazie alla “Nuova Sabatini”

Anche nel 2025 la Legge di Bilancio ha rifinanziato la Nuova Sabatini con 1,7 miliardi di euro per il periodo 2025-2029, per supportare le aziende nell’acquisto o nel leasing di pannelli fotovoltaici, facilitando così la transizione energetica e accrescendo la competitività del sistema produttivo del Paese.

Questa misura, gestita dal MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), prevede la concessione da parte di banche e intermediari finanziari di finanziamenti a tassi di interesse agevolati, di durata non superiore a 5 anni e di importo compreso tra 20 mila euro e 4 milioni di euro.

Questo strumento di agevolazione è rivolto a tutte le micro, piccole e medie imprese (PMI) di tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione del settore inerente alle attività finanziarie e assicurative.

La possibilità del leasing fotovoltaico

Il leasing fotovoltaico rappresenta una soluzione interessante per tutte quelle imprese che non vogliono gravare sul bilancio con un investimento iniziale oneroso e allo stesso tempo desiderano modernizzare la loro produzione di energia, minimizzando sia i costi operativi che l’impatto ambientale.

Il leasing funziona come un contratto di locazione finanziaria, dove l’azienda ha l’uso esclusivo dell’impianto fotovoltaico per un periodo determinato, pagando un canone mensile o trimestrale, che viene adattato alle dimensioni del macchinario e alle capacità economiche dell’impresa. Fin da subito l’azienda può godere dei risparmi sui costi, tra autoconsumo, sgravi fiscali e vendita dell’energia in eccesso.

La durata contrattuale può differire a seconda delle condizioni concordate tra le parti, ma solitamente si aggira intorno agli 8 anni, al termine dei quali, l’azienda può scegliere se restituire l’impianto oppure divenire proprietario, senza dover sostenere alcun costo aggiuntivo.

Trading dell’energia grazie al Decreto FER2

Tra le iniziative del Governo italiano, c’è la possibilità per i proprietari di impianti fotovoltaici di partecipare al mercato dell’energia elettrica, un’opportunità molto interessante che contribuisce non solo a ripagare l’investimento iniziale ma anche ad amplificare il ritorno economico.

Questo sistema di trading energetico è previsto dal Decreto FER2, emanato nel 2020 per promuovere il piano di transizione ecologica e favorire il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030. L’iniziativa stabilisce che, partecipando a delle aste, l’energia prodotta in eccesso rispetto al proprio fabbisogno possa essere venduta tramite contratti di acquisto a lungo termine, garantendo una stabilità economica e riducendo i rischi legati all’oscillazione dei prezzi di mercato.

Il decreto offre anche ai piccoli impianti, sotto 1 MW di potenza, l’opportunità di vendere l’energia, senza dover partecipare a complesse aste. Oltre a contribuire alla sostenibilità ambientale, questa scelta risulta particolarmente vantaggiosa dal punto di vista economico, perché non solo permette di ridurre la propria bolletta energetica attraverso l’autoconsumo, ma anche di generare un reddito aggiuntivo tramite la vendita dell’energia in eccesso.

Supporto finanziario a livello regionale

Non esistono solo gli incentivi statali, bensì le aziende possono contare anche sul supporto finanziario delle Regioni. Anche nel 2025 il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) mette infatti in campo numerosi bandi, per supportare le imprese nella transizione verso fonti di energia rinnovabile, migliorando la competitività, riducendo i costi e contribuendo agli obiettivi di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di CO2.

Questi incentivi possono includere contributi a fondo perduto, finanziamenti a tassi agevolati o riduzioni sulle tasse locali e sono cumulabili con le misure di supporto distribuite a livello nazionale.

Variano a livello locale, per cui potrebbe esserci un focus maggiore su aree rurali, periferiche o industriali in difficoltà, oppure in quelle regioni meno sviluppate, come il Sud Italia, economicamente svantaggiate, ma con un potenziale fotovoltaico elevatissimo, grazie alla loro posizione geografica con un alto irraggiamento solare.

È quindi consigliabile, considerati anche i frequenti aggiornamenti, tenere costantemente monitorati i siti web delle Regioni di interesse e verificare i vari vantaggi disponibili.

Efficientamento energetico con il Conto Termico 3.0

A partire da gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo Conto Termico 3.0, altro programma volto ad incrementare l’efficienza energetica, che offre incentivi dal 40% al 65% della spesa sostenuta. Ciò è però ammissibile solo se l’installazione dell’impianto fotovoltaico è associato ad altri interventi di miglioramento energetico, come l’isolamento termico, le pompe di calore, impianti solari termici e biomasse.

Il programma supporta interventi di piccole e medie dimensioni, con una potenza nominale degli impianti fotovoltaici che generalmente non deve superare i 500 kW. Il nuovo meccanismo 3.0 prevede qualche novità rispetto al precedente, come il possibile risparmio economico immediato, il rimborso fino al 100% delle spese in casi specifici e la procedura semplificata per piccoli impianti e interventi.

La richiesta va effettuata online attraverso il portale dedicato al GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Sebbene non copra gli impianti fotovoltaici “puri” senza accumulo, resta comunque un incentivo utile per chi desidera migliorare l’efficienza energetica complessiva degli edifici aziendali.

Supporto alla formazione e alle consulenze

Per rispondere alla carenza di competenze professionali adeguate ai processi di transizione verso energie rinnovabili, anche nel 2025 molte istituzioni pubbliche e private promuovono un programma di corsi di formazione e consulenze gratuite. I corsi sono progettati per migliorare la conoscenza e le competenze tecniche relative all’installazione, gestione e manutenzione degli impianti fotovoltaici.

I bonus formativi variano in base alla grandezza dell’azienda, partendo dal 30% per le grandi imprese, al 40% per le medie, fino al 50% per le micro e piccole imprese. Tra i costi ammissibili, sono previsti la retribuzione per i formatori qualificati, le spese amministrative, di materiale e di forniture inerenti ai progetti, locazione e spostamenti.

Inoltre le aziende che vogliono implementare tecnologie verdi, possono beneficiare anche di consulenze, che guidino attraverso la progettazione dell’impianto, le opzioni di finanziamento e le pratiche burocratiche e aiutino a ottenere il massimo dagli incentivi statali.

Per beneficiarne le aziende devono aver rispettato le normative di sicurezza sul lavoro, gli obblighi di versamento dei contributi a favore dei lavoratori e aver reso noti all’Agenzia delle Entrate i dati che giustificano l’agevolazione.

Ora che sei a conoscenza di tutti gli incentivi, avrai capito come il fotovoltaico rappresenti una scelta vantaggiosa per la tua azienda, con la possibilità di ridurre significativamente i costi e beneficiare di un risparmio energetico a lungo termine.

Ma non solo, l’adozione di soluzioni ecologiche è un modo per manifestare concretamente la tua responsabilità sociale e ambientale, traducendosi in un miglioramento della reputazione aziendale.

Oggigiorno sempre più consumatori e partner commerciali sono infatti attenti all’impegno delle aziende verso la sostenibilità e un’azienda che lavora in questa direzione può quindi trarne vantaggio in termini di immagine e fidelizzazione dei clienti.

Fai la tua svolta green e aiuta il pianeta!