Incentivi fiscali 2025: la guida alle nuove detrazioni

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Incentivi fiscali 2025: la guida alle nuove detrazioni

La Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha avviato una significativa revisione del panorama degli incentivi.

Da una parte l’assetto normativo delineato dalla manovra dà continuità ai principali bonus. Ha infatti l’obiettivo di stimolare l’economia, promuovere la sostenibilità, accrescere il benessere delle aziende e migliorare la qualità della vita delle famiglie.

Dall’altra prevede però anche molte decurtazioni delle detrazioni con l’intento di razionalizzare e riequilibrare il sistema fiscale. Vediamo nel dettaglio le principali novità!

Detrazioni IRPEF

La nuova Legge di Bilancio ha modificato al ribasso le percentuali di detrazione IRPEF. Precedentemente la normativa consentiva di fruirne in modo pressoché integrale, salvo tenere conto di alcune specificità. Si riducevano infatti in presenza di redditi superiori a 120.000 euro, fino all’azzeramento con redditi pari o superiori a 240.000 euro.

Ora invece l’art. 16-ter del Tuir, introdotto dal comma 10, prevede nuove limitazioni per i contribuenti che conseguono redditi superiori a 75.000 euro. L’importo ammissibile è modulato in relazione a due fattori:

  • Scaglione di reddito. Per i redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro, l’importo base è pari a 14.000 euro, mentre per quelli superiori a 100.000 euro, è 8.000 euro.
  • Composizione del nucleo familiare. La presenza di un coniuge a carico è del tutto irrilevante. Vengono tenuti in considerazione solo i carichi con riferimento ai figli (assenza di figli, presenza di uno, due, o più di due, con o senza disabilità), con un’età inferiore a 30 anni, salvo disabilità accertata (art. 3, legge n. 104/1992).

Ci sono però alcune categorie di spesa escluse dal campo di applicazione del nuovo art. 16-ter TUIR, ossia: spese sanitarie, investimenti in start-up o in PMI innovative, interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica (sostenute fino al 31/12/2024) e premi di assicurazione detraibili (stipulati fino al 31/12/2024).

Bonus edilizi

La nuova Legge di Bilancio ha apportato una significativa revisione anche al sistema dei bonus edilizi principali. Ha decretato un livellamento delle detrazioni al 50% sull’abitazione principale e addirittura al 36% sugli altri immobili.

Ecco i significativi cambiamenti ai bonus casa vigenti:

  • Il Superbonus introdotto dall’art. 119 del D.L.34/2020, per risollevare l’Italia dalla crisi economica causata dalla pandemia, sta giungendo al capolinea. Le politiche recenti ne hanno ostacolato gradualmente l’efficacia. Hanno infatti ridotto la percentuale nella misura del 65% e riservandola soltanto a chi aveva già presentato la Cilas alla data del 15 ottobre 2024. Il 110% del lancio iniziale rimarrà valido solo nelle zone colpite da eventi catastrofali.
  • L’Ecobonus (legge n. 296/2006) sostiene gli interventi di efficientamento energetico al 50% per le prime case e al 36% per le altre abitazioni. La nuova normativa vede inoltre l’abolizione della detrazione maggiorata al 75% per particolari categorie d’intervento e l’esclusione dall’incentivo delle caldaie a gas o a condensazione. Desidera così allinearsi alle volontà dell’Europa, esplicitate nella recente direttiva Case Green.
  • Il Sismabonus (legge n. 63/2013) viene prorogato ulteriormente per incoraggiare gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico sulle parti strutturali per la messa in sicurezza statica degli edifici. Con l’ecobonus condivide la stessa riduzione delle aliquote, fissate al 50% su un tetto di spesa massimo di 96.000 euro, le differenze tra prima e seconda casa (36%) e una maggiore selettività nell’applicazione. Sono escluse anche qui le maggiorazioni che potevano raggiungere l’85% a seconda del salto di classe.
  • Il Bonus Ristrutturazioni (legge n. 449/1997) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, segue il destino dei precedenti bonus con lo stesso decalage della percentuale al 50% e spesa massima di 96.000 euro sull’abitazione principale. La ristrutturazione edilizia deve avvenire esclusivamente in abitazioni o parti comuni di immobili a destinazione residenziale e non produttiva, commerciale o direzionale. E le spese devono essere sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento.
  • Il Bonus barriere architettoniche finalizzato a favorire la mobilità all’abitazione per le persone portatrici di handicap non ha subito alcuna modifica. Consiste sempre in una detrazione del 75%, con un tetto massimo variabile a seconda del numero di unità dell’edifico. Si tratta di 50/40/30.000 euro rispettivamente per unifamiliari, da 2 a 8 unità e più di 8 unità. Ribadisce l’obbligo di conformità ai requisiti previsti dal DM 236/1989 e il blocco della cessione del credito e dello sconto in fattura. Conferma la lista degli interventi del 2024, per cui agevola solo i lavori relativi a scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. La rimozione delle barriere architettoniche rientra anche nel Bonus Ristrutturazioni ma stando la detrazione al 50%, la scelta risulta decisamente meno appetibile.

Bonus Prima Casa

Anche nel 2025 proseguono le agevolazioni fiscali “Prima Casa”. Si intende incentivare la proprietà immobiliare e facilitare l’accesso anche alle fasce deboli della popolazione, altrimenti escluse dal mercato.

Questo bonus include un’imposta di registro al 2% (acquisto da privato) e l’IVA al 4% (acquisto da imprese). I tributi catastali e tasse ipotecarie sono fisse a 50 euro ciascuna e la detrazione IRPEF è nella misura del 19% con un limite di 4.000 euro.

Le condizioni di beneficio prevedono:

  • non avere un’abitazione classificata come immobile di lusso.
  • stabilire la residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi dall’acquisto.
  • non essere proprietario di altre abitazioni nello stesso Comune della casa acquistata.
  • alienare l’eventuale immobile già in possesso entro 2 anni. Il termine quindi raddoppia rispetto ai soli 12 mesi precedenti.

Oltre a questa maggiore flessibilità temporale l’altra novità voluta dal Bilancio 2025 riguarda il Fondo di Garanzia Mutui. Si vuole favorire l’autonomia abitativa dei giovani e sostenere con maggiore incisività le famiglie. La nuova garanzia statale ha allargato la copertura all’80% per i giovani under 36, fino al 90% per i nuclei famigliari numerosi.

Bonus Mobili ed Elettrodomestici

È stato introdotto con l’art. 16, comma 2, del D.L. n. 63/2013, per favorire l’incremento dell’efficienza energetica e la riduzione dei consumi nell’ambito domestico. E viene riconfermato anche dalla Legge di Bilancio 2025.

Permane quindi la detrazione del 50%, a patto che vengano rispettate delle condizioni:

  • L’acquisto di mobili ed elettrodomestici deve essere finalizzato all’arredo di un immobile oggetto di ristrutturazione. È possibile accedere al bonus anche più volte, purché si effettuino i lavori su diversi edifici
  • L’intervento di ristrutturazione edilizia deve iniziare prima dell’acquisto dei beni.
  • L’ammontare complessivo non deve superare i 5.000 euro.
  • Gli elettrodomestici devono rispettare uno standard di classe. Perciò non deve essere inferiore alla classe A per i forni, alla E per le lavatrici, le asciugatrici e le lavastoviglie, alla F per i frigoriferi e i congelatori.

Per ridurre sempre più l’impatto ambientale, il comma 107 della Legge di Bilancio ha emanato un ulteriore bonus slegato dagli interventi di ristrutturazione.

L’acquisto di un elettrodomestico ad alta efficienza non inferiore alla classe B, accompagnato da un corretto smaltimento dell’apparecchio obsoleto, può beneficiare di un contributo del 30%. Lo sconto massimo è di 200 euro per i nuclei familiari con un ISEE inferiore a 25.000 euro.

È importante sostenere i principi dell’economia circolare perché i rifiuti elettronici rientrano tra le principali cause dell’inquinamento dei suoli, delle acque e dell’aria.

Bonus Sanità

La Manovra 2025 rivoluziona il SSN, introducendo cambiamenti rilevanti per garantire una maggiore equità nell’accesso ai servizi sanitari. Il Decreto Tariffe aggiorna infatti il tariffario, per cui molte prestazioni saranno gratuite o al massimo accessibili previo il pagamento di un ticket.

Si tratta di ben 3.000 servizi, che prevedono la diagnosi e il monitoraggio di oltre 100 nuove malattie rare. Sono incluse anche patologie come la celiachia e l’endometriosi, riconosciuta come malattia invalidante, e anche dei disturbi alimentari come bulimia e anoressia.

Tra gli aggiornamenti tariffari spiccano anche i trattamenti biologici innovativi, consulenze genetiche specialistiche e procedure legate alla procreazione medicalmente assistita.

Confermata la detrazione IRPEF 19%, subordinata al superamento di una franchigia di 129,11 euro e al pagamento con strumenti tracciabili. Le spese sanitarie detraibili includono visite mediche, farmaci, esami e cure specialistiche. Sono invece esclusi i parafarmaci e le spese chirurgiche, che devono essere motivate da inestetismi che provocano disagi psico-fisici.

Anche le detrazioni per i figli con disabilità continuano a essere garantite senza limiti di età, per spese come trattamenti, medicinali e dispositivi medici specifici.

Bonus Turismo e Cultura

La Legge di Bilancio 2025 proroga anche le agevolazioni fiscali legate al settore turistico e culturale. Viene riconosciuto ai dipendenti dell’ambito turistico con un reddito non superiore a 40.000 euro un trattamento integrativo pari al 15% delle retribuzioni in materia di lavoro straordinario e notturno.

Altra agevolazione spetta alle famiglie con un reddito ISEE fino a 40.000 euro. Si tratta del bonus vacanze, che offre un contributo da 150 a 500 euro a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare, per soggiorni in strutture alberghiere, agriturismi o campeggi in Italia.

Bonus importanti riguardano anche la diffusione della cultura tra i più giovani. L’ultima Manovra ha confermato la Carta della Cultura Giovani, con una riduzione dei beneficiari. È infatti dedicato solo agli attuali diciottenni con un ISEE fino a 35.000 euro.

Una new entry è la Carta del Merito, riservata solo ai diplomati del 2024 con votazione pari a 100, con o senza lode, a prescindere dal reddito della famiglia.

Entrambi gli incentivi sono del valore nominale di 500 euro e cumulabili tra loro. È ammesso solo l’acquisto di beni e servizi destinati alla cultura: libri, prodotti musicali, corsi, spettacoli teatrali, cinema, musei, abbonamenti a giornali e altro. 

Bonus Ricerca e Sviluppo

La Legge di Bilancio 2025 continua a voler supportare il sistema imprenditoriale, favorendo l’innovazione tecnologica delle imprese e la loro competitività nel mercato globale. Ma soprattutto desidera il loro allineamento alle priorità europee in termini di sostenibilità ambientale e digitalizzazione.

Proroga quindi il Credito d’Imposta R&S, anche se con tassi minori. Per progetti di ricerca e sviluppo, il beneficio è sceso al 10%, con un limite massimo annuale di 5 milioni di euro. Almeno la continuità è garantita fino al 2031, donando alle imprese la possibilità di attuare investimenti di medio-lungo periodo.

Per attività di transizione ecologica o innovazione digitale, l’aliquota è pari al 5%, con un tetto massimo di 4 milioni di euro per progetti in chiave 4.0 o green. Lo stesso vale per nuove soluzioni o modifiche significative in ambito di design e ideazione estetica (5%).

Un occhio di riguardo viene invece riservato alle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno. Il legislatore ha deciso di maggiorare il credito d’imposta, con la volontà di ridurre il divario territoriale e stimolare lo sviluppo economico del Sud Italia.

Risulta infatti un’area strategica per la competitività e l’innovazione dell’intero Paese. Queste aree possono godere di aliquote più alte in base alla dimensione aziendale: 25% per le grandi imprese, 35% per le medie e 45% per le piccole.

La normativa sul Credito d’Imposta R&S, potrebbe subire variazioni nei prossimi mesi, conseguentemente alle rettifiche che l’Unione Europea potrebbe compiere in materia di aiuti di Stato e di PNRR. Questa evoluzione potrebbe condurre all’emanazione di ulteriori decreti attuativi o misure di potenziamento soprattutto per la transizione digitale ed ecologica.

Bonus Mobilità sostenibile

L’inizio del 2025 presenta importanti cambiamenti nel panorama della mobilità elettrica. Il governo ha deciso di non rinnovare l’ecobonus, ossia gli incentivi statali precedentemente previsti per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi meno inquinanti.

È una scelta consapevole e strutturata, motivata da una strategia economica di supporto all’industria nazionale. Desidera infatti ridurre la dipendenza da produzioni estere e stimolare lo sviluppo di progetti tecnologici di ricerca all’interno dei confini nazionali. Si rafforza così la competitività dei produttori italiani.

Quindi anziché focalizzarsi sul consumatore finale con sgravi fiscali sui singoli acquisti privati, la Legge di Bilancio ha stanziato 400 milioni di euro fino al 2027 per il Fondo Automotive. Sostiene tutte quelle imprese italiane impegnate nella transizione ecologica, trasformando il nostro paese in un polo di riferimento per la mobilità elettrica in Europa.

Nonostante l’abolizione degli incentivi statali diretti, è possibile avvicinarsi alla mobilità elettrica e scegliere uno stile di vita più sostenibile. Esistono infatti i contributi regionali, che incentivano l’acquisto di veicoli ecologici.

Diverse regioni italiane continuano dunque a offrire un interessante programma di agevolazioni. Ci sono contributi a fondo perduto per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi, nuovi o usati e di veicoli a pedalata assistita. Esistono anche incentivi per il leasing e il noleggio a lungo termine di veicoli green e anche per la corretta rottamazione di veicoli obsoleti.

Le varie politiche regionali sono disallineate, è bene quindi consultare i siti ufficiali delle specifiche amministrazioni, per informarsi bene sulle specifiche locali e rimanere aggiornati sulle novità.

La Legge di Bilancio 2025 presenta quindi un mix di novità fiscali, con importanti incentivi in alcuni settori e decurtazioni in altri. È un quadro che riflette la priorità del governo italiano di razionalizzare la spesa pubblica e favorire investimenti in settori cruciali per il futuro economico del Paese.

Nonostante la riduzione di molte detrazioni, il 2025 si conferma comunque un anno ricco di opportunità fiscali per migliorare la qualità della vita dei cittadini e il benessere delle aziende. È fondamentale tenersi adeguatamente informati e sempre aggiornati, così da poter sfruttare al meglio le agevolazioni disponibili.

Spero di esserti stata utile e di averti aiutato a trovare la rotta giusta nel mare agitato degli incentivi fiscali!